COSI’ STENIO SOLINAS IL 17 MAGGIO AL CIRCOLO DEI LETTORI DI TORINO RACCONTERA’ IL SUO “GENIO RIBELLE”…”WYNDHAM LEVIS” IN COMPAGNIA DI SABADIN, FERRUA, BEATRICE. ORGANIZZAZIONE DELLA SOTTOSCRITTA, LUCIANA BALDRIGHI

Già volontario nella Prima guerra mondiale, un’esperienza da cui trarrà oli e disegni che lo pongono al vertice della pittura inglese in materia, negli anni Venti Lewis  cerca una nuova strada che superi il puro astrattismo e il romanzo psicologico.  Egotista e collerico, amico e rivale di Pound come di Eliot e di Joyce, acerrimo nemico  del «gruppo di Bloomsbury», con The Apes of God, Le scimmie di Dio, scrive la più devastante satira di un mondo intellettuale dove dilettantismo e giovanilismo si danno la mano.
Divenuto il più grande ritrattista della sua generazione, gli anni Trenta lo vedranno ingaggiare, sempre in perfetta solitudine, una battaglia contro i «compagni di  strada» che flirtano con il bolscevismo sovietico. In esilio volontario in Canada  durante la Seconda guerra mondiale, Lewis tornerà in seguito in patria riprendendo la sua posizione di outsider e di proscritto rispetto all’ordine costituito. Come critico d’arte sarà il primo a intuire il genio di Francis Bacon ma, ironia del  destino per chi come lui aveva fatto dell’«occhio» la sua ragione estetica, trascorrerà l’ultimo decennio della sua vita nella più completa cecità.
In questo libro Stenio Solinas traccia non solo il ritratto di Wyndham Lewis, ma anche quello di un milieu culturale dove, sullo sfondo di crisi economiche, guerre e rivoluzioni, a muoversi sono figure d’eccezione: i già citati Pound, Joyce, Eliot e poi Orwell, Hemingway, T.S. Lawrence, Augustus John e Marinetti, Gertrude Stein, i Sitwell e D.H. Lawrence, Gaudier- Brzeska e Roger Fry, Auden, Isherwood e Spender, Oswald Mosley e Winston Churchill, Virginia Woolf e Nancy Cunard.
Biografia e insieme romanzo di formazione, Genio ribelle ripercorre la storia complessa e affascinante di un Titano della mente ed è in filigrana un’analisi  dell’«altro modernismo», quello classico e non romantico, spaziale e non temporale, rivoluzionario-conservatore uscito sconfitto dallo Spirito del tempo che nel Novecento avrebbe finito con l’imporsi.

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