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IL FATUO CONTE.... E LA CULTURA CHE NON APRE..FRANCESCHINI NON HA NEANCHE LOTTATO PER OTTENERE POCHI EURO IN PIU'. SIAMO MESSI PROPRIO MALE E PURE UN GOVERNO DI IGNORANTI. ANCHE LA CULTURA STA A ZERO - Il blog di Luciana Baldrighi

IL FATUO CONTE…. E LA CULTURA CHE NON APRE..FRANCESCHINI NON HA NEANCHE LOTTATO PER OTTENERE POCHI EURO IN PIU’. SIAMO MESSI PROPRIO MALE E PURE UN GOVERNO DI IGNORANTI. ANCHE LA CULTURA STA A ZERO

Pesci-rossi-Goldfish-Matisse-detail-dettaglioSono diverse in Italia le mostre pronte ai blocchi di partenza, mentre altre stanno scaldandosi i muscoli.
Come’è noto, per mostre e musei, il via ufficiale è ipotizzato per lunedì 18 di maggio. Ma come le Scuderie del Quirinale e altri lupghi deputati non possono patrire. C’è piu’ gente in un supermercato o negli uffici…e allora perchè non aprire in sicurezza mostre e musei?
E la volontà di molte organizzazioni, pubbliche e private, è di rispettare questa data ma appare non improbabile che, per diversi motivi, tale attesa riapertura possa subire qualche ritardo. Il FAI con le sue meravigliose ville e palazzi museo..dovrebbero parrire dal 18, ma ancora due giorni prima non si sa nulla. Il Decreto non lo ha ancora approvato Mattarelle..il resto uno Show di Conte…”faremo..diremo…”-
Mostre e Musei, per poter aprire i loro battenti, debbono infatti ottemperare alle prescrizione di sicurezza negli accessi, nella sanificazione, nelle distanze tra visitatori all’interno delle sale per tutelare il proprio personale e il pubblico. Interventi e strategie che sono ancora allo studio e che dovranno essere approvati dalle istituzioni competenti, azione che richiede del tempo. A questo si aggiunga la necessità di rinegoziare i prestiti delle opere per le mostre che si vorranno prorogare.
A lavorare per una riapertura “più veloce tecnicamente possibile”, sono alcune delle grandi mostre della stagione, mostre avviate e poi chiuse, e mostre che dovevano inaugurare all’inizio del lockdown e che sono state ovviamente bloccate.
Una ampia campagna di affissioni con la scritta “prossima apertura” annuncia, a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa, l’attesa monografica su Piranesi, mostra che celebra i 300 anni della nascita del famoso incisore. Salvo cambiamenti (avvertenza che vale per tutte le sedi e musei), l’apertura è ipotizzata per il 20 giugno sino al 19 ottobre. Dal 20 maggio invece riapriranno le collezioni permanenti dei Musei Civici di Bassano nelle loro varie sedi.
A Rovigo, in Palazzo Roncale, si lavora per la riapertura de “La quercia di Dante”, mostra inaugurata a marzo e chiusa dopo sole 48 ore. Slitta invece a metà settembre, sempre a Rovigo, “Chagall”, che sarà proposta in Palazzo Roverella, originariamente prevista nella stagione primaverile.
Via libera anche per Picasso. La sfida della ceramica, la grande esposizione proposta dal MIC Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, con proroga prevista fino al 2 giugno. Con orario ridotto dalle 9 alle 14, tutti i giorni (eccetto il 25 maggio) ad ingressi gratuiti e contingentati, preferibilmente su prenotazione.
Ad Urbino “Baldassare Castiglione e Raffaello. Volti e momenti della vita di corte” (Sale del Castellare, in Palazzo Ducale), non potrà prendere il via prima del 16 luglio. Lo slittamento di un mese è stato obbligato dalla oggettiva difficoltà di far viaggiare i capolavori concessi alla mostra da musei di altri paesi. La data di chiusura è stata, a sua volta, rimodulata al primo novembre.
I Musei Civici di Venezia, da parte loro, preventivano la riapertura graduale dal primo di giugno, cominciando da Palazzo Ducale e Museo Correr con giorni e orari di apertura ridotti. Date le regole sulla mobilità, si presuppone che i primi a varcare le porte saranno i cittadini veneziani, che hanno da sempre accesso gratuito, e i residenti in Veneto, per accogliere poi i cittadini del mondo in tutte le 11 sedi museali, man mano che si concretizzerà la libera circolazione.
I Civici Musei di Verona con le loro 9 sedi – tutte molto diverse tra loro e ciascuna con caratteristiche specifiche – stanno programmando il calendario delle varie aperture. Entro la prima metà di giugno, la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti riaprirà al pubblico, presentando la mostra La mano che crea. Ugo Zannoni 1836-1919 scultore, collezionista e mecenate
Sin qui le decisioni già delineate.
Stanno ancora valutando normative e situazione, altre realtà italiane che accolgono mostre importanti nelle loro sedi, mostre inaugurate prima del lockdown.
Tra esse, al San Domenico di Forlì la grande mostra su Ulisse, considerata con Raffaello alle Scuderie, nel meglio del meglio della stagione. Si sta valutando la possibilità di prorogare la mostra per l’estate.
Medesima situazione per A nostra immagine. Scultura in terracotta nel Rinascimento: da Donatello a Riccio, allestita al Museo Diocesano di Padova.
Così come Giappone. Terra di geisha e samurai alla Villa Reale di Monza. Musei Civici di Milano…La tour…Canova…Brera, la Pinacoteca Vaticana, la Triennale…
E Memoria e la passione. Capolavori della collezione Bertero, a Torino, a Camera Centro Italiano per la fotografia.
Non ultima, la mostra Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati al Castello Estense di Ferrara.

Va chiarito che le date qui ipotizzate potrebbero essere ridefinite in relazione all’interpretazione delle diverse normative e dell’andamento della situazione post lockdown. Così come è probabile che talune sedi osservino orari particolari.
È quindi consigliabile controllare i siti aggiornati delle singole mostre ed istituzioni.


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