LA SOLA COSA CHE GIO PONTI NON HA PROGETTATO PER L’HOTEL PARCO DEI PRINCIPI E’ STATO IL PANORAMA DEL MARE
Viadiamo di partire un po’ da lontano per comprendere questa immensa opera ricca di fantasia di Gio’ Ponti…che già a Napoli aveva costruito l’Hotel Royal. Sua anche la Villa dei Principi di Roma con giardino e come si sa, Ponti visse a MIlano e diresse Domus, nota rivist architettonica ..ma fece opere di incantevole bellezza come la Ca Brutta in Via Turati, Il Grattacielo Pirelli, la sua Villa personale dove abito’ angolo via Massena accamto al Parco Sempione di MIlano, in poieno centro storico…intensa la sua amicizia e collaborazione con l’archietto Franco e Marco Albini. Ma questa è un’ltra storia necessaria prò per capire chi era questo grande uomo, che non fu solo architetto ma anche
design, specie per la Richard Ginori ecc..
Nel XVIII secolo Paolo Leopoldo di Borbone, conte di Siracusa, riceve da suo cugino re Ferdinando I, un podere a picco sul mare precedentemente appartenuto ai Gesuiti. Il conte, nel 1792, si fa costruire una villa di delizie in stile neoclassico che prende il nome di “Poggio Siracusa” e diventa un rifugio e luogo di svago per la nobiltà dell’epoca.

botanica, trasformò il giardino in un luogo delle meraviglie, popolandolo di specie esotiche raccolte durante i suoi viaggi. Quelli dei Cortchacow furono anni di feste e ricevimenti a cui parteciparono numerosi personaggi illustri dell’aristocrazia europea, che contribuirono a diffondere all’estero la fama della Costiera Sorrentina.
Con la Rivoluzione russa del 1917, la famiglia Cortchacow cadde in disgrazia e la proprietà, che non potevano più mantenere, fu messa in vendita sotto la tutela della Sovrintendenza. Fu acquistata nel 1959 dall’ingegnere Roberto Fernandes, per l’appunto, un imprenditore partenopeo innamorato della propria terra, che voleva traformarla in un albergo sul mare.
Questo ingegnere e iprenditore, Fernandes stava investendo con piglio visionario e grande coraggio nell’allora nascente comparto turistico. Appena qualche anno prima aveva costruito il modernissimo Hotel Royal sul lungomare di Napoli e ne aveva affidato il design degli interni e della piscina all’architetto Gio Ponti, una delle personalità artistiche più incisive nella storia del gusto e dello stile italiano, una sorta di minimalismo, razionalismo ed eleganza.

Da allora, il Parco dei Principi non ha soltanto accolto i turisti alla scoperta delle bellezze della costiera sorrentina, ma è
diventato meta di studio per architetti, designer ed esperti di moda e costume. Quale professionista o amante dell’arte non ha voluto visitarlo e soggiornarvi. Semplici sassi, conghiglie, pietre, marmi, dal bianco al blo sono incastonati nella malta bainca.
Citato in libri e riviste, i suoi arredi sono oggetto di mostre ed esposizioni ed è stato l’iconico scenario di film e ispirazione di collezioni di moda.Oggi l’hotel è parte del Royal Group, il marchio fondato nel 2001 dagli eredi dell’Ingegner Fernandes, che racchiude, oltre al Royal Continental e al Parco dei Principi, il Relais Regina Giovanna e il So’ lifestyle Hotel, sempre a Sorrento: strutture molto diverse da loro e tutte dotate di un carattere unico.
Tanto di cappello al lavoro dei migliori artigiani italiani, che una volta recuperati i materiali, si passò alle finiture e agli arredi d realizzare su disegno di Ponti con i materili piu’ vari e nel 2012, in occasione dei suoi 50 anni è stato allestito un percorso museale permanente che offre un approfondimento sulla struttura e, più in generale, sull’opera di Ponti.
Va detto che nel 2022 è stato intrapreso anche un importante
progetto che riguarda il Giardino Botanico: l’area verde è stata affidata al curatore Giovanni Masucci, incaricato della gestione, tutela e valorizzazione di questo patrimonio storico-naturalistico. Non solo spazio di bellezza ma anche testimonianza della storia del territorio ed esempio di come il patrimonio naturale possa contribuire al benessere collettivo.


dedicata al Hotel Parco dei Principi di Sorrento, Una città amata da mia madre e da Gaetano Afetra grande direttore e giornalista del Corriere della sera, amalfitano. Tanti sono i ricordi di tutte le volte che ho percorso quella città anche in carrozzella trainata dai caavalli, allora le auto erano pochi e gli animalisti erano “quieti”. Mia madre andò in viaggio di nozze proprio a Sorento e quando ero una ragazzinaa mi ci portò: rimasi meravigliata nel vedere un’opera architettonica così in armonia con la natura sul cucuzzolo id una montagna, grande roccia di color marrone a strapiombo sul male con un ascensore che ti portava sotto al mare. Le colenne dell’ hotel erno rivestite da piasttrelle di ceramica divense l’una con l’altra ed altre ricche di conchiglie…
Nel 2020 al MAXI di Roma ci fu una grande nostra “Gio’ Ponti. Amare l’architettura”. li vidi materiali archivistici e molte fotografie del parco dei principi di Sorrento. E sempre per parlare di mostre 24 mattonelle originali dell’epoca che facevano parte della costruzione dell’epeca dell’hotel dei Principi a Gorizia al Palazzo Atterns Petzenstein..”Italia anni Sessanta, arte, moda e design. Dal
Boom al Pop”.
ambiente: cerchi, linee, tringoli e rettangoli e quadrati avevano qualche alternanza con la natura: foglie lune e stelle…Non mancano ciotoli e maioliche e placche maiolicate proprio dall’amico artista, Fausto Melotti che rivestono l’intera superficie del piano terreno,
Quariere Arar a Milano, La centrale Elettrica Edison, Villa Arata a Napoli, l’Ist.Cultura di Stoccolma, Villa Blanchart in Venezuela, Manigliaa “cono” per Olivari, le case di vai Plinio e la chiesa di S. Luca , le case di via Plinio, il monastero delle carmelitane a San Remo, Le case di via Bronzino a Milano etanto, tanto ancora..Via Randaccio 6 dove viveva e ora di proprietà di famiglia rispecchia lo stile del grande palazzo di via larga color verdino chiaro con in alto i pennacchi con una sfera di pietra sopra per dare slancio all’edificio ed eleganza.









