LE CERAMICHE DI LUCIO FONTANA A PALAZZO MAFFEI A VERONA..UN’ESPLOSIONE DI GIUBILO

͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌   Lucio Fontana a Milano aveva il suo studio, all’angolo di Monforte con Castel Morrone..Una casa padronale con cancelli e vetrate sul parco che sta all’interno…   Dopo la Galleria Visconti  ͏che ne sarà si questo luogo che custodisce nella cantina sotto il suo studiolo dove fondeva con fuoco e ferro, ceramiche di ogni forma e colore..Vasi, ciotole, alcune le troviamo spezzate…tutto impolverato non solo dal tempo ma dai tagli che faveva non solo nei soi quadri ma anche usando seghe elettriche e saldatori….
‌La materia era fondamentale per òa mente dell’artista…geniale
In via Lanzine una casa mne ha parecchie e gradi lungo i proptri balconi nel centro storico , la parte romana di Milano. Sono una meraviglia!     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌L’artista, famoso per lo spazialismo e appunto i tagli sulle tele o dei rialzi geometrici, oltre alle ceramiche che amava era uno scultore che creava anche in grandi dimensioni e in forme astratte….
Le ceramiche dai vari colori e dagli impasti astratti a volte diventavano anche creazioni di design, caratterizzate dalla espressività delle sue mani, dalluso del colore e dai celebri “buchi”.
La ceramica fu un mezzo fondamentale per esplorare forme tridimensiinali, figure umane, arlecchini, guerrieri, forme astratta e frutto di una espressività informale.Dipingeva la terra cotta, le sue mania  volte sono visibili nelle opere che evidenziano la materia con il gesto.
Il design industraile lo affascino’. Per la ditta Gabbianelli fece piedistalli scultorei in gres, maniglie, porcellanato per tavoli.
Collaboro’ anche con Tuillio D’Albissola. Lavoro’ per la manifattura Mazzotti di cui tutti andavano fieri, artisti, amici, industriali.
Creaò un laboratorioo per lo spazialoismo. A ndò in Argentina per un periodo e fece lavori per Peggy Guggeheim.     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ‌     ͏ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­ ­

Al Teatrino di Palazzo Maffei a Veronaa La direttrice della Collezione Peggy Guggenheim

KAROLE P.B. VAILe la curatrice SHARON HECKER………….Presentano la mostra

“Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana”

(Collezione Peggy Guggenheim, Venezia, fino al 2 marzo 2026)

VERONA, Teatrino di Palazzo Maffei

Mercoldì 22 ottobre 2025 ore 17.00

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

Due grandi personalità del mondo dell’arte internazionale, la direttrice della Peggy Guggenheim Collection di Venezia Karole P.B. Vail e la storica dell’arte e curatrice Sharon Hecker, saranno ospiti al Teatrino di Palazzo Maffei mercoledì 22 ottobre alle ore 17.00 in un incontro aperto al pubblico (fino ad esaurimento dei posti) dedicato alla presentazione – a pochi giorni dalla sua inaugurazione – della mostra in corso al museo veneziano “Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana”.

Si tratta della prima monografica mai dedicata in ambito museale a questo peculiare aspetto della produzione artistica del Maestro, tra i più  innovativi e a suo modo irriverenti artisti del XX secolo, di cui Palazzo Maffei custodisce alcune importanti opere, inclusa la bellissima Testa di Medusa: una terracotta smaltata in bicromia nera e grigia del 1938 – 1939 concessa in prestito alla prestigiosa esposizione, tra le 70 selezionatissime opere storiche scelte dalla curatrice.

Famoso soprattutto per le sue iconiche tele violentemente tagliate e bucate degli anni ‘50 e ‘60, Fontana si dedicò infatti anche a plasmare l’argilla: una produzione non meno significativa nel suo percorso, iniziata in Argentina negli anni ‘20 e proseguita poi per tutta la vita.

Accanto a una serie importante di opere su tela di Lucio Fontana in collezione Carlon, Palazzo Maffei espone abitualmente la grande Testa di Medusa nella sala intitolata a “Venere e le altre”, in dialogo con le raffigurazioni antiche della dea dell’amore, di Proserpina, Betsabea o delle figlie di Lot, con le fascinose Cleopatra dei due artisti veronesi Brusasorci (metà del XVI secolo) e Cignaroli (metà del XVIII secolo), ma anche con la Tete de famme con cui Picasso ritrae in una bellissima gouache su carta del 1943 la compagna e fotografa Dora Maar nella fase orami finale della loro relazione.

Medusa racchiude l’approccio dell’artista verso la materia ceramica, modellata con sapienza espressiva e potenza di forma, come se avesse reinterpretato l’iconografia barocca della testa della Gorgone in una chiave rodiniana e picassiana. I rilievi irregolari che ne tracciano il volto conferiscono alla superficie un senso di vigore immutabile pienamente novecentista.

Mani-Fattura: le ceramiche di Lucio Fontana” invita il pubblico a riconsiderare Fontana non solo come pioniere dello spazialismo e dell’arte concettuale, ma anche come artista profondamente legato alla materia, attento al potenziale tattile ed espressivo dell’argilla. In contrasto con l’immagine consolidata di Fontana come figura solitaria, ipermaschile ed eroica che taglia le sue tele con un cutter, l’esposizione rivela un lato più informale, profondo e collaborativo dell’artista, radicato nella fisicità morbida e plasmato da relazioni durature, come quella con il ceramista e poeta Tullio d’Albisola e la manifattura ceramica Mazzotti di Albisola.

Come afferma la curatrice che a Palazzo Maffei svelerà “l’altro universo” di Lucio Fontana:L’argilla emerge come un contenitore di sperimentazione vitale, di molteplicità e fertilità”.

 

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