MASSIMO RECALCATI VERRA’ INSIGNITO DEL PREMIO EUGENIO MONTALE

Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Sala delle Accademie, piazza Pio XI 2, Milano- IL 25 SETTEMBRE  ore 16…

Monsignor Marco Maria Navoni Prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana vosegnerà il Premio a Recalcati.

Adriana Beverini, presidente del Premio Montale fuori di Casa Giovanni Gazzaneo, presidente di Fondazione Crocevia. A fianco di Monsignore…

Lectio Magistralis del professore Massimo Recalcati: “L’osso che resta. Meditazione sulla pratica dell’arte”

Accesso gratuito. Posti limitati. Rsvp: press@ambrosiana.it

Lo psicoanalista, accademico e saggista Massimo Recalcati riceverà, il 25 settembre 2025, il Premio Montale fuori di Casa, giunto alla XXIX edizione, presso la Sala delle Accademie della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Un’occasione per celebrare e ricordare i cinquant’anni del Premio Nobel a Eugenio Montale (10 dicembre 1975) e per riflettere sulla capacità dell’uomo di generare bellezza, grazie alla lectio magistralis che il professor Recalcati pronuncerà per l’occasione, dal titolo “L’osso che resta. Meditazione sulla pratica dell’arte”.

Per Recalcati «l’opera d’arte testimonia, -come scriveva Adorno- qualcosa che resiste. Si tratta di un reale che non può essere confuso con la dimensione ordinaria della realtà […] L’osso che resta è ciò che non entra nello spazio rassicurante della rappresentazione, è ciò che sfugge alle immagini e alle parole. In questo senso la pratica dell’arte si approssima a quella della psicoanalisi poiché entrambe, pur lavorando con il linguaggio, puntano a coglierne il limite. Come diceva Montale, non tanto “la parola che squadri da ogni lato”, ma solo “qualche storta sillaba e secca come un ramo”, “la maglia rotta nella rete”».Tenete a mente questa frase.

Al professore Massimo Recalcati, si legge nella motivazione per l’assegnazione del Premio, «viene riconosciuta non solo la grande autorevolezza come psicoanalista, docente e saggista, ma la capacità di mettere al centro la persona e di vivere il lavoro in spirito di servizio. Nei suoi numerosi saggi, nelle sue lezioni in Italia e nel mondo, traspare il legame inscindibile tra mente e cuore, entrambi sorgenti della parola e del pensiero. Il cuore della questione è la vita, l’amore per la vita, in particolare per la vita di chi soffre e di chi è fragile, l’amore per la bellezza, l’amore per quello che gli uomini hanno saputo creare e custodire. E proprio a partire da questo amore, Recalcati sa andare al cuore delle cose, sa rendere profondo lo sguardo, sa aprire orizzonti. È un maestro che, come tutti i bravi e veri maestri, grandi o piccoli che siano, sa illuminare le menti e suscitare passione e desiderio di conoscenza, di verità, di generare bene e bellezza».

Come Massimo Recalcati insegna: «Si tratta di pensare la fratellanza e la sorellanza come la sola possibilità di fronteggiare il reale impossibile della morte, della sofferenza e della malattia. Non lasciare solo chi cade, non andarsene ma saper restare vicino, saper restare prossimo a chi rovina nella morte. È, se si vuole, una definizione della cura che gli psicoanalisti conoscono bene: sostenere il soggetto anche quando non sembra esserci alcun varco possibile, alcuna via di uscita, alcuna speranza».

Massimo Recalcati, psicoanalista, dirige l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato presso le Università di Urbino, Losanna, Bergamo, Pavia e Verona. È attualmente docente allo IULM di Milano. Dirige con Maurizio Balsamo la rivista “Frontiere della psicoanalisi”. Collabora con il quotidiano “la Repubblica”. È autore di numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui L’uomo senza inconscio (Raffaello Cortina, 2010), Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, 2013), una monografia in due volumi su Jacques Lacan (Raffaello Cortina, 2012 e 2016) e, per Einaudi, L’ora di lezione (2014), Ritorno a Jean-Paul Sartre. Esistenza, infanzia e desiderio (2021), La Legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi (2022 e 2023), il suo primo testo teatrale, Amen (2022) e La luce e l’onda. Cosa significa insegnare? (2025).

La Pinacoteca e Biblioteca vinncaina vanta dipinte importanti, la Racconta vinciana fu donata dall’Architetto Luca Beltrami sul quale di sono laureata in architettura e che ha fatto mezza Mialno tra 1800 e 1900…dala ricostruzione del Casteello Sforzesco ridotto a stalle dagli spagnoli, riscoprendo attraverso un restauro scientifico, ossia come ere e dove era, nessun artificio, scopri’ Leonardo nella Loggia, puoi face tutta via Dante, demoli il vecchio isolato del Rebecchino e Palazzo Giureconsulti e Plazzo della Ragione e la piazza sottostante, piazza Duomo, fece alzare da Mentano la facciata e da Mengono con il sio aiuto creo la Galleria Vittorio Emanuele, Piazza Dcala, la Bamca Commercaile e la Ragioneria di Stato. Restauro metà parte demolita di Palazzo Marino, del banchiere genovere padre della Monaca di Monza (Manzoni), costrui’ la Sinagoga Guastalal, La Il Palazzo di Belle Arti in via Turati, Con Beruto creo’ la circonvallazione intorno al Castello quella che il Sindaco Sala impedisce da anni di circolare anche a tram, moto e auto, inquinando sempre di piu’, Foto Bonaparet, Il Corriere della Sera che diresse con Alberini i primi anni e tanto ancora. Con Boito anche il Cordusio e i suoi Palazzi, anche questo tutto distriutto dal peggior sindaco che Milano ha avuto.

Ne varrebbe la pena approfondire questa storia. Vi sono conservati all’Ambrogiana numeosi libri che ha donato..lui che tra il Vaticabo, l’Operà con Garner, l Hotel de Ville (comune di Mialno)  a Parici con…ecc..

Ho dediacto a Beltrami una grande nostra alla Triennale di Milano in 8500 mq  e ogni segìzione l ho affitata  ad Albini, Fonta, ecc. Il catalogo dell’Electa l ho fatto tutto io ..scritto e e scovato da Parigi a Roma alla Braidense molte immagini e progetti originali. La cosa piu’ bella che ha fatto in Vaticano è la sua grande ed elegate biblioteca centenaria…

Auguri per la Lectio di Recalcati

 

 

 

 

Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Sala delle Accademie, piazza Pio XI 2, Milano

 

Introduce

Monsignor Marco Maria Navoni attende intellettuali e mondo dell’arte a sentire queso intrvento di Recalcati.. Una Lectio Magistralis ti: “L’osso che resta. Meditazione sulla pratica dell’arte”..lo ripeto…Buon Ascolto!

Accesso gratuito. Posti limitati. Rsvp: press@ambrosiana.it

Lo psicoanalista, accademico e saggista Massimo Recalcati riceverà, il 25 settembre 2025, il Premio Montale fuori di Casa, giunto alla XXIX edizione, presso la Sala delle Accademie della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.

Un’occasione per celebrare e ricordare i cinquant’anni del Premio Nobel a Eugenio Montale (10 dicembre 1975) e per riflettere sulla capacità dell’uomo di generare bellezza, grazie alla lectio magistralis che il professor Recalcati pronuncerà per l’occasione, dal titolo “L’osso che resta. Meditazione sulla pratica dell’arte”.

Per Recalcati «l’opera d’arte testimonia, come scriveva Adorno, qualcosa che resiste. Si tratta di un reale che non può essere confuso con la dimensione ordinaria della realtà […] L’osso che resta è ciò che non entra nello spazio rassicurante della rappresentazione, è ciò che sfugge alle immagini e alle parole. In questo senso la pratica dell’arte si approssima a quella della psicoanalisi poiché entrambe, pur lavorando con il linguaggio, puntano a coglierne il limite. Come diceva Montale, non tanto “la parola che squadri da ogni lato”, ma solo “qualche storta sillaba e secca come un ramo”, “la maglia rotta nella rete”».

A Massimo Recalcati, si legge nella motivazione per l’assegnazione del Premio, «viene riconosciuta non solo la grande autorevolezza come psicoanalista, docente e saggista, ma la capacità di mettere al centro la persona e di vivere il lavoro in spirito di servizio. Nei suoi numerosi saggi, nelle sue lezioni in Italia e nel mondo, traspare il legame inscindibile tra mente e cuore, entrambi sorgenti della parola e del pensiero. Il cuore della questione è la vita, l’amore per la vita, in particolare per la vita di chi soffre e di chi è fragile, l’amore per la bellezza, l’amore per quello che gli uomini hanno saputo creare e custodire. E proprio a partire da questo amore, Recalcati sa andare al cuore delle cose, sa rendere profondo lo sguardo, sa aprire orizzonti. È un maestro che, come tutti i bravi e veri maestri, grandi o piccoli che siano, sa illuminare le menti e suscitare passione e desiderio di conoscenza, di verità, di generare bene e bellezza».

Come Massimo Recalcati insegna: «Si tratta di pensare la fratellanza e la sorellanza come la sola possibilità di fronteggiare il reale impossibile della morte, della sofferenza e della malattia. Non lasciare solo chi cade, non andarsene ma saper restare vicino, saper restare prossimo a chi rovina nella morte. È, se si vuole, una definizione della cura che gli psicoanalisti conoscono bene: sostenere il soggetto anche quando non sembra esserci alcun varco possibile, alcuna via di uscita, alcuna speranza»….Massimo Recalcati, psicoanalista, dirige l’IRPA (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato presso le Università di Urbino, Losanna, Bergamo, Pavia e Verona. È attualmente docente allo IULM di Milano. Dirige con Maurizio Balsamo la rivista “Frontiere della psicoanalisi”. Collabora con il quotidiano “la Repubblica”. È autore di numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui L’uomo senza inconscio (Raffaello Cortina, 2010), Il complesso di Telemaco (Feltrinelli, 2013), una monografia in due volumi su Jacques Lacan (Raffaello Cortina, 2012 e 2016) e, per Einaudi, L’ora di lezione (2014), Ritorno a Jean-Paul Sartre. Esistenza, infanzia e desiderio (2021), La Legge della parola. Radici bibliche della psicoanalisi (2022 e 2023), il suo primo testo teatrale, Amen (2022) e La luce e l’onda. Cosa significa insegnare? (2025).

 

www.premiomontalefuoridicasa.it www.fondazionecrocevia.it


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