
“Da mercoledì 15 a domenica 19 aprile, quello spazio di confronto sarà Torino, con la quinta edizione di Biennale Tecnologia, l’evento culturale organizzato dal Politecnico di Torino che dal 2019 raccoglie e sviluppa le riflessioni intorno al rapporto tra tecnologia e società. Nata dall’iniziativa del Politecnico, Biennale Tecnologia si impone come momento di sintesi fondamentale per interpretare presente e futuro, confermandosi come evento di riferimento per l’ambito non ibrido ma globale del vivere nell’era digitale. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte e della CRUI-Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, ha il fondamentale sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, Camera di Commercio di Torino e il contributo di Csi Piemonte e Unione Industriali Torino e il sostegno di Intesa Sanpaolo e Iren in qualità di main partners. Si riconferma una manifestazione sempre più solida, perché appoggia sulla collaborazione con istituzioni e imprese del territorio, oltre ad affidarsi alla curatela di Guido Saracco, al quale si affiancano i co-curatori Simone Arcagni, il collettivo Frame – Divagazioni scientifiche e Federico Bomba”. (Sineglossa).

COsa significano..”l’uomo, la tecnologia e il rapporto globale”? Il titolo di questa edizione, Soluzioni, riassume in una parola l’orbita della ricerca della Biennale, che ha come scopo principale quello di interrogarsi sul modo in cui la tecnologia può essere messa al servizio dell’interesse collettivo. Fissare i punti più rilevanti del complesso rapporto tra uomo e tecnologia si traduce inevitabilmente nell’avvicinamento tra scienze tecnologiche e scienze umane, fino a tessere le prime trame di quelle che a tutti gli effetti si stanno componendo come culture tecnologiche. Da qui il claim dell’evento, “Tech Cultures”, concepito dal curatore Guido Saracco come “un dispositivo culturale plurale”, in cui il tema principale si articola in quattro filoni: l’impatto dell’IA e le trasformazioni sociali e umane; il rapporto tra cultura e tecnologia; l’approccio scientifico allo spazio e alla salute; arte e tecnologia, con l’apertura delle due mostre Framing Problems e Dati Sensibili.

esaurimento posti, mentre gli spettacoli su prenotazione, come specificato sul sito insieme al programma. Ho lavorato tanto a Torno conl’architetto Marco Albini dell’omonimo studio di MIlano, resaurano, scovando , la collezione dei Savoia e ricostruendo tutta l’ala della Sabauda all’interno della Reggia REale, oggi il piu’ grande Polo culturale italiano. A mIlano c’è il salone del Mobile, preferisco chiamarlo cosi’ invece del afschion wekk del Mobile…Le anche, come lui le chiamava, i sostegni facenti parte del sotto di una tavolo come se fossero ossa e a volte forme antropomorfe dettate dalla natura che reggevano il cristallo posato sopra i suuoi tavoli. Fece seggiole, poltrone infinite, alcune , quelel di stoffa rossa assomigliamo molto a quelle di Franco e Marco albeni Vedi la Tre Pezzi, la Luisa ecc. Veniva associato per la sua arte anche a Gaudi’…Lo sapevate che la Sagrada Familia a Barcellona è la cattedrale piu’ alta dl mondo? Zanotta le rimise sul mercato…Oggi anche senza questi struenti di progettazione digitali si sono fatte opere d’arte inenarravili…..A MIlano il Sindaco Sala e l’assessore Sacchi stanno svuotando la mitica e storica Biblioteca Sormani per farne un cenro per giovanie portala in periferia dentro a un prefabbricato nostruoso. Duoe somo gli edifici..e le vogliono chiamare Biblioteca Europea. Quanta speculazione, quanta ignoranza! Torino sulla cultura è molto attenta e aspetto con ansia con la casa editrice oer la quale collabora come giornalista, la Settecolori di andare al Lingotto e seguire le nostre presentazioni del libro e le altrie quando vale la pena. A Firenze c’era Perez REverte a presentare con Stenio Solinas, direttore editoriale e questa volta riceveremo un Premio per la qualità, la cura e il catalogo di una ronnovata casa editrice fondata da Pino Grillo anni orsono.










