Il corpus incisorio di Giambattista Piranesi (1720–1778), una delle raccolte più significative conservate dall’Istituto di Storia dell’Arte e acquisito tra il 1961 e il 1962, racchiude l’eredità di un artista multiforme: architetto, incisore, antiquario, vedutista e progettista.
Piranesi ha saputo trasformare la tecnica dell’incisione in una forma d’arte autonoma, capace di esprimere monumentalità grazie a un’eccezionale profondità prospettica. Le sue opere più celebri, dalle Vedute di Roma alle Carceri d’invenzione, dalle Antichità romane ai Capricci architettonici, testimoniano un linguaggio in cui realtà e fantasia si fondono in composizioni di rara potenza evocativa.La raccolta è stata oggetto di numerose esposizioni, tra cui la mostra del 2010 Le Arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer, che ha presentato 300 stampe per illustrare la versatilità creativa dell’artista. Ad affiancare le incisioni, alcune creazioni tridimensionali realizzate dall’atelier madrileno Factum Arte e le magnifiche vedute di Roma scattate per la Fondazione Giorgio Cini dal fotografo Gabriele Basilico (1944–2013).Il corpus è integralmente consultabile attraverso la sezione Patrimonio digitale del sito della Fondazione. |
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