PRI LEONI ALLA 83ESIMA MOSTRA DEL CINEMA INTERNAZIONALE DI VENEZIA E TANTO SCONTENTO
Proviamo a leggere in controluce i risultati della 83esima edizione della Mostra Internazionale del cinema di Venezia.
Era l’edizione in cui c’erano piu’ registi donne. A vincere il Leone d’Oro e’ la regista danese di origine egiziana Mey el Toukhy con il suo WomanAnknown sul tema di una donna che nel secondo immediato dopo guerra cerca di afre dimenticare l’occupante di quelle terre con quello che ne ha conseguito (siamo in Danimarca) nazista.
Al di là dell’indubbio valore della sua arte, resta il che si sia preferito premiare una donna a tutti i costi con
Seconda considerazione, come mai in questa edizione c’è una abbondanza di pellicole italiane che tuttavia nessuna di queste è riuscita a convincere la giuria internazionale? In tanti se lo sono chiesto. Non se ne è accorto il direttore Barbera?!
L’impressione a mio avviso, è che il cinema italiano continui a interrogarsi intorno al proprio ombelico: ci si interroga del sociale di casa nostra, e si costruiscono storie d’amore, di psiche senza prendere a cuore argomenti di carattere universale. Grandi applausi comunque per il film di Moretti, anche se era il meno “morettiano” della sua cinematografia.
Come il film dei due registi israeliani Yuval Abramahan e Rachel Szor dal titolo “Naza”…se da un lato ha un assaluto valore cinematografico, dall’altro appare un po’ come una sorta di omaggio alla polemica attorno al genecidio di Gaza attualmente in corso.
In questo modo, insomma si è dato un colpo al cerchio e uno alla botte senza pero’ crederci fino in fondo. Va aggiunto che su i due registi, in Israele si è
scatenata una campagna da parte del governo con accuse e minacce di tradimento..non sono mancate le minacce.

tanti bei film anche italiani e internazionali in concorso. Il genere femminile era ovviamente scontato a partire dal numero di donne e film scelti dalla giuria.
Un Premio speciale in ogni caso meritato.
Il Premio per la migliore sceneggaitura è andato alla Stephane Rizè: “Un bon petit soldat” .Anche qui l’idea di dare il Premio per la migliore sceneggaitura a questo opera, è un modo di valorizzare la cinematografia francese, non proprio brillante …Ma l’elenco tra il pubblico si estende anche a ben altro. Ritengo non sia il caso di cancellare certe presenze.
Non perdetevi comunque “Wilde Horses” per il quale John Malkovic che ha vinto la Coppa Volpi come
migliore attore. “La ragazza con la Leica” di una regista italiana che mette in luce gli anni della guerra Spagna e la figura troppo a lungo dimeticata di Gerga Taro. Nel film si vede la crescita creativa, il coraggio di un suo grande amico che aveva qualche anno in piu’, Robert Kapa morto su una mina nella guerra cilena, Kapa aveva fondato l’agenzia Magnum e in seguito con C.Bresson e Seymour.
Va comunque segnalato che il sistema di pronotazioni dei film organizzato dalla mostra penalizza i giornalisti italiani. Un’ altra vergogna è fare pagare l’unico vaporetto che trasposta la stampa direttamente al Lido dopo che giaà tutti i giornalisti per iscriversi avevano pagato una quota non indigìfferente: ..gli altri anni era inserita.
Pessima accoglienza nei miseri bar e per le sedute di una lettura di una conferenza in quanto veniva offerto solo un prato umido. Che Vergogna caro Direttore Barbera si cade sempre piu’ in basso. Onoriamo il nostro cinema anche dal suo contorno- Sono rimasti stupiti anche giovani giornalisti, attori e registi che inneggiano Cannes e Berlino.
Chi ha fatto le scelte dei film forse non ha tanto tenuto conto del valore della politica, della storia, e di cio’ che ha sempre rappresentato il cinema: specchio di popolare per eccellenza.. Caro Barbera con stima ma non le nascondiamo la nostra delusione di questo anno al fine di migliorare la ospitalità di seri giornalisti.
..e bravo Clooney che si è preso il Premio alla Carriera.









