La mostra dedicata alla storia dello stile non manca di raccontare il vissuti ma Maria Antonietta, morta decapitata…esposta anche la ghigliottina e disegni, dipinti, manichini con abiti stupendi da lei indossati ed altri ispirati a questa icona di donna che già allora aveva creato uno stile suo..Adorava gioielli..che sono esposti e le stoffe..le tappezzerie da lei scelte come l’arredo piu’ in generale. La manifestazione arristica è la più attesa a Londra e non solo perche ? anche in Francia se ne parla.
La storia è stata segnata da figure straordinarie: Cleopatra, con la sua regalità enigmatica, e poi Maria Antonietta, la giovane regina di Francia che sin dai primi anni di scuola mi ha catturata. Accanto a loro, Nefertiti, simbolo di grazia e potere nell’antico Egitto, e Giovanna d’Arco, la ragazza che guidò un esercito e cambiò il corso della storia francese, hanno acceso la mia immaginazione. Poi Elisabetta I d’Inghilterra, la “regina vergine”, icona di intelligenza politica e carisma, e Caterina de’ Medici, donna di potere e raffinatezza nelle corti europee, fino ad arrivare a Sissi d’Austria, romantica e ribelle, capace di incarnare le contraddizioni di un’epoca.
Non è un caso che mi siano sempre piaciute le donne forti, di carattere, capaci di sfidare convenzioni e di lasciare un segno, anche a costo di pagare un prezzo altissimo. Di Maria Antonietta mi affascinava tanto la sua capacità di trasformare la propria vita in un linguaggio di stile e potere, rendendo la moda una dichiarazione identitaria e politica. E già allora mi chiedevo come fosse possibile combinare bellezza, influenza e tragedia in un’unica persona, riuscendo a lasciare un’impronta che sarebbe durata secoli. Oggi, con la member preview della mostra Marie Antoinette Style supportata da Manolo Blahnik al Victoria and Albert Museum di Londra, è stata un’occasione irripetibile per immergersi nell’eleganza, nel lusso e nel mito di una delle regine più iconiche della storia, e per comprendere perché la sua eredità rimanga così potente e attuale.
Maria Antonietta, Élisabeth-Louise Vigée Le BrunLusso e raffinatezza aprono le porte le porte delle gallerie 38 e 39 del V&A significa entrare in un mondo di colori pastello, sete scintillanti, gioielli preziosi e calzature di satin che raccontano il passato con un linguaggio senza tempo, rendendo ogni dettaglio un piccolo capolavoro di artigianato e di estetica raffinata. La mostra aprirà dal 20 settembre 2025 al 22 marzo 2026 e sponsorizzata da Manolo Blahnik, presenta oltre 250 oggetti, inclusi prestiti eccezionali dal Château de Versailles mai esposti prima al di fuori della Francia. Dai fragili frammenti di abiti di corte alle scarpette di seta appartenute alla regina, fino alla sua ultima lettera, ogni pezzo è una testimonianza tangibile del potere evocativo del suo stile, della sua capacità di influenzare gusti, mode e tendenze anche secoli dopo. Come sottolinea Sarah Grant, curatrice della mostra: «La regina più alla moda, scrutinata e controversa della storia, Maria Antonietta evoca sia visioni di eccesso sia oggetti e interni di straordinaria bellezza».
La prima sezione della mostra, Marie Antoinette Style, ripercorre con grande cura e ricchezza di dettagli la vita della regina dagli anni di matrimonio a Versailles fino alla sua tragica esecuzione nel 1793. Qui, tra mobili, porcellane, strumenti musicali, gioielli e abiti, emerge un ritratto della giovane donna come innovatrice, capace di armonizzare eleganza e modernità, influenzando la moda e la cultura della sua epoca. La celebre frase attribuita a Maria Antonietta, “qu’ils mangent de la brioche”, è ormai dimostrata apocrifa, ma la leggenda rimane parte integrante del mito che circonda la regina. Sarah Grant ci ricorda quanto la storia di Maria Antonietta sia stata continuamente reinterpretata: «Questa mostra esplora quello stile e la figura al centro di esso, usando una gamma di oggetti speciali appartenuti a Maria Antonietta, accanto a quelli di arti decorative, che la sua eredità ha ispirato». Possiamo dire che si tratti di uno stile leggendario, la sua storia è finita male per vai della Rivoluzione e lei. Maria Antonietta forse non comprendeva che tanto sfarzo come quello di corte aumentavano la rabbia dei contadini e dei poveri che non avevano da mangiare….
Vediamo cosa si trova tra i pezzi più straordinari esposti (e che ho adorato) figurano la replica del collier di diamanti Boehmer e Bassenge e la collezione di gioielli personali della regina, mai usciti dalla Francia fino ad oggi. Oggetti intimi come il servizio da cena del Petit Trianon o i frammenti di abiti ricamati svelano un mondo di raffinatezza e di dettagli meticolosi, che rendono la mostra una vera immersione sensoriale, capace di raccontare la storia di una donna che visse tra opulenza, frivolezza, dovere e tragedia personale.
Maria Antonietta ha lasciato un segno indelebile sia nella stotria che nel panorama della moda europea e mondiale, dal sontuoso Rococò fino ai dettagli più lineari e sobri del Neoclassico, anticipando gusti che sarebbero tornati in auge secoli dopo. Il suo stile può essere descritto attraverso tre elementi distintivi. A cominciare dal Rococò: tessuti broccati, sete decorate con motivi floreali intricati, abiti sontuosi che esaltano la silhouette femminile e ricami elaborati. Ogni dettaglio esprimeva uno straordinario senso estetico, destinato a diventare modello per molte generazioni successive. Neoclassico: a partire dagli anni ’70 del XVIII secolo, motivi più geometrici e lineari, silhouette più sobrie e tessuti più rigorosi, che anticipano l’eleganza classica del periodo successivo. Casual e Informale: come le robe en chemise, tuniche semplici di mussola bianca, che rompendo la rigidità della moda di corte, ispirano tuttora designer contemporanei. Una eredità di stile che sfiria anche il design…

Nonostante questa pioggia battente, come non si poteva andare a vedere cosa ha rappresentato anche attraverso il costume Maria Antonietta. ..Passando alle sezioni più coinvolgenti, che mi ha colpito, è stata Marie Antoinette Re-Styled. Non si trattava solo di osservare abiti e costumi: ho avuto la sensazione di entrare in un dialogo vivo con una figura che mi accompagna fin dall’infanzia. Vedere come il fascino di Maria Antonietta abbia attraversato i secoli, continuando a ispirare non solo la moda ma anche l’immaginario collettivo, mi ha emozionata. Mi ha fatto sorridere pensare a come, da bambina, la immaginavo quasi come una principessa delle fiabe, mentre oggi la ritrovo reinterpretata in creazioni raffinatissime, capaci di renderla sempre nuova.
La noia di corte e un marito ..il Re spesso assente ha permesso a Maria Antonietta di trasformare quella che doveva essere frivolezza in uno studio accurato delle arti sopra citate.
A Londra consiglio la esposizione di Turner e Constable…Da dove nasce la modernità. Due giganti che se sono rincorsi nel tempo…nati pressapoco nello stesso Anno. Turner si aggiudicvo’ per primi lAcademie Royal ma Constable…il lusso in grandi musei…Non perdeteli



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